domenica 12 luglio 2026

What am I doing in Dubai?


Mercoledì scorso, per la prima volta nella mia vita, ho visto il termometro dell'auto segnare i 50° di temperatura al suolo, esattamente nell'orario della foto sopra. Era stata ferma al sole per ore mentre ero impegnato al lavoro, in una giornata qui dove viviamo caratterizzata dalla combo anticiclone subtropicale + vento di foehn che ha fatto schizzare in alto temperature già calde. Ci sono voluti una ventina di minuti di climatizzatore a palla per rendere l'abitacolo un minimo praticabile, ma con la temperatura segnalata dal sensore che non si è spostata di una virgola. 
Dopo aver valutato se fermarmi ad aspettare il tramonto per non dover fare l'ora che mi separa da casa tipo Dante che visita gli inferi ma senza Virgilio, avendo il sole dritto sulla mia parte sinistra (viaggio verso nord), decido di provare a partire comunque sperando di non trovare rallentamenti o altro che ostacolasse il rientro a casa, rientro avvenuto a una temperatura esterna mai sotto i 38°.

Pensavo viaggiando in che cavolo di situazione ci siamo ridotti a vivere, essendo arrivati a considerare temperature sui 34° accettabilissime se confrontate ai 39-40° raggiunti questa settimana. Sono le temperature massime di Dubai in questo stesso periodo, con la non certo trascurabile differenza che le minime laggiù non scendono sotto i 28°, ma anche con il non meno trascurabile fatto che la città araba si affaccia sul Golfo Persico, mentre tra noi e il mare ci sono 150 chilometri di pianure e montagne. In più, dato che le massime laggiù possono superare quelle attuali di una decina di gradi, sono attrezzati nel conviverci: una vita in aria climatizzata, se no schiatti. Noi qui ancora facciamo fatica ad adattare i nostri ambienti e orari di lavoro al nuovo contesto, cominciando anche solo facendo propria la controra tipica del meridione e dei paesi caldi.
Ma sarà difficile che ciò avvenga, nonostante qualche ente emetta ordinanze che nessuno rispetterà mai. In poche parole pensavo che siamo ormai nella merda fino al collo, e la situazione è aggravata da quanti continuano a non voler rendersi conto di come siamo effettivamente messi e quindi sostanzialmente continuano a non  fare nulla nella direzione giusta, fosse anche solo non votare per chi nega il cambiamento climatico.

Inutile sperarci. Se mai la maggioranza arriverà a richiedere interventi sarà quando non ci sarà davvero nulla da fare. Perché la gente, la maggioranza della gente, è così, la conosciamo e l'abbiamo vista in azione: si muove solo se obbligata a farlo, per potersi lamentare meglio poi dopo.
Insomma, resta solo l'opzione ognun per sé etc etc. 
Noi qua stiamo cominciando a pensarci concretamente, per il poco che ci è possibile fare. Vedremo.
Intanto, che il clima di Dubai non fa per noi, beh, quello lo avevamo capito da un bel pezzo. Il caldo di questi mesi è solo una conferma.


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