giovedì 6 agosto 2026

In morte di F. G.


Una volta, in seconda o terza media, non ricordo bene, una giovane supplente della nostra insegnante di italiano assente per un periodo piuttosto lungo per motivi di salute - povera, chissà che fine ha fatto? - ci diede da scrivere una tesina a gruppi di tre o quattro, argomenti vari, e al mio gruppo toccò "Canzoni di pace e di guerra" o qualcosa del genere, con mio sommo piacere dato che di musica ne ascoltavo già parecchia.

Ci diede in prestito qualche disco, cercammo in biblioteca qualche libro, la scrivemmo scegliendo quelle più rappresentative, ma troppe ce ne erano, tant'è che l'elenco era piuttosto lungo. Tra le altre naturalmente non poteva mancare La Canzone del Bambino nel Vento, meglio nota come Auschwitz, di tale Francesco, senza cognome (nel suo primo album, Folk Beat n° 1, il cognome non è usato) che io indicai come Francesco Guccini.

La giovane insegnante mi contestò la cosa: "Non è Francesco Guccini. E' Francesco!"
Protestai, perché ero piuttosto certo della paternità del brano. 
Niente, me lo contò come errore.
'Sta deficiente.



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